Razzismo nelle scuole
Molto bambini e bambine che entrano a far parte delle scuole italiane, anche se va precisato che la scuola è di tutti e per tutti, senza nessun tipo di distinzione, si ritrovano come è normale che sia un po’ a disagio perché magari hanno difficoltà nel parlare e comprendere l’italiano, stessi disagi che avrebbe un bambino italiano nell’andare all’estero. Ma oltre a questo c’è il fatto che questi ragazzi non solo vengono emarginati per questi motivi, ma anche per forme di razzismo da parte dei compagni di classe e spesse volte anche le loro famiglie vengono allontanate, se non addirittura ignorate.
Dalle interviste da parte di programmi tv, emerge la difficoltà e il disprezzo ad accettare i cinesi perché “puzzano”, i rumeni perché sono “sporchi”. Tutto questo si estende anche alle famiglie, quindi nono solo il disagio tra bambini, ma anche tra famiglie, provocando cosi l’emarginazione totale.
I docenti delle scuole cercano di adottare, quando possibile, diverse strategie, come ad esempio fare attività e lezioni scolastiche in gruppo, non lasciare i posti di banco fissi, ma fare delle rotazione per permettere a tutte i ragazzi di una classe di socializzare e conoscersi tutti, senza nessun tipo di esclusione.
Tutto questo però non è sempre possibile perché in alcuni casi, come si è visto più volte, ci sono stati atti di violenza e spesse volte molti ragazzi con alle spalle situazioni famigliari e di vita particolari e disagiate, nel sentirsi emarginati hanno tentato il suicidio o sono sparati per un determinato tempo. Questo perché oltre una componente importante che è quella fisica, nel momento in cui ci sono violenze, subentra una forte frustrazione psicologica, che è quella più importante e pericolosa.
Una parte delle colpe però che causa queste rivalità e forme di bullismo-razzismo provengono proprio dalle famiglie dei qui ragazzi i quali alimentano il loro disprezzo, proprio perché molto spesso sentono parlare a casa del fenomeno, magari nei discorsi che si fanno comunemente nella propria abitazione come è giusto che sia del resto, sentono dire che “un soggetto di una determinata nazionalità ha rubato o ha ucciso” e allora si comincia subito a dire “quelli sarebbe da dargli la pena di morte”, “rimandateli al paese l’oro”, “sono tutti uguali”. Tutto questo i giovani lo assorbono e traducono in una caccia a chi è diverso da l’oro perché un singolo caso si estende a tutti poi. Questo purtroppo è un fenomeno di una grande ignoranza che come in Italia e nel resto del mondo ancora dilaga. Nonostante tutte le lotte e movimenti contro il razzismo.
Quindi a mio modesto parere si dovrebbe avere un dialogo maggiore e cercare di spiegare che il mondo, soprattutto l’ambiente scolastico, non è diviso in bianco e nero, ma che siamo tutti figli e fratelli dello stesso mondo e della stessa vita. E che ha fare atti buoni e brutti siamo tutti nessuno escluso.
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