Lezione con i vigilantes nei piani

Created by kevin on Mer, 02/22/2012 - 12:24

Cancellate alte e robuste lungo tutto il perimetro, massicci bodyguard in perfetta divisa all’ingresso e all’interno, al posto dei bidelli che il ministero ha tagliato, uomini della security ad ogni piano. Badge di riconoscimento per tutti, professori e alunni. L’Istituto statale Luigi Galvani, alle porte di Giugliano, è poco meno di un bunker. Sei gradi di separazione da un territorio a rischio, violento e ad alto tasso camorristico, quello in cui i 1200 ragazzi vivono e a cui tornano alla fine delle lezioni. Nel bunker Galvani, dove si studia per diventare periti tecnici industriali, la sicurezza viene prima dell’istruzione, diventa esigenza primaria. «Vigilanza ferrea», spiega la vice preside C. M. Sta preparando la carta della legalità da presentare in una prossima assemblea compresi i genitori. «Vigilanza interna ed esterna, non armata», precisa, «è un istituto ubicato in un’area a rischio per cui noi facciamo azioni preventive. Anche i nostri studenti devono essere tutelati, la sicurezza è uno dei cardini fondamentali. Questo territorio non offre niente ai nostri ragazzi, Giugliano è solo piena di sale giochi».
Nell’intervallo si esce a fumare nel cortile, ragazzi con il gel tra i capelli, t-shirt aderenti al torace, braccia coperte di tatuaggi. «Facciamo attività pomeridiane per sottrarre i ragazzi alla strada — racconta Maisto — c’è un 20-30 per cento che viene da famiglie disagiate e lavora anche per aiutare la famiglia. Ora l’istituto si è rivalutato, una cosa positiva è che ha contatti con il territorio. È una miniera di materiale umano. Perciò abbiamo sfruttato tutti i fondi Pon per mandare i ragazzi all’estero d’estate, abbiamo laboratori, robot che riproducono la catena di montaggio».
Per il preside G. P., questa scuola è un punto di riferimento. Ha 117 docenti a tempo indeterminato più altri 130 per 1129 studenti. «L’agenzia di security, G&P Global service non l’ho portata io, ma l’ho confermata: una scelta giusta. A parità di classi e alunni abbiamo avuto un taglio secco di bidelli. Tre di loro sono stati sostituiti dai vigilantes in divisa, più uno al cancello. Credo che questa presenza da sola possa essere un deterrente per goliardate eccessive. Io sto qui dalle 7,30 alle 19, così pure il mio staff di dirigenza. Devono vigilare che non accada niente di anomalo. Ci sono lunghi corridoi, entrate e uscite, uno sterminato spazio esterno, luogo incontrollato e incontrollabile dall’interno e per l’esterno».